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Viviamo di soggettività

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La prima volta in cui ho visto l’olio galleggiare sull’acqua ho vissuto una magia, avevo circa 4 anni e giocando tra bambini, quello più grande ci ha mostrato l’esperimento che aveva svolto in classe la mattina: si era messo una coperta sulle spalle e aveva impugnato un cucchiaio di legno in mano come bacchetta, ha detto “abracadabra lievita” e io avevo sorriso emozionandomi come ad un grande spettacolo. Ancora oggi, dopo aver studiato il necessario per poter conoscere il principio di peso specifico, il solo ricordo mi fa sentire di buon umore e credo di sorridere come allora. A voi è successo qualcosa di simile? Vale per tutte le esperienze emozionanti, quelle paurose, quelle che provocano rabbia, quelle che commuovono, quelle che ci incoraggiano. Quanto più queste esperienze saranno significative ed intense, ci spingeranno ad approfondire, confrontarci, condividere emozioni, pensieri e informazioni, considerarle più o meno rilevanti, selezionandole, lavorandole cioè secondo le proprie credenze e capacità morali, emotive ed intellettive fino a quando non otterremo una visione coerente e completa del fenomeno. Presumibilmente, se le emozioni suscitate saranno positive, cercheremo conferma e amplificazione, se sono negative cercheremo di ridurre l’importanza o evitare le informazioni che le provocano, ottenendo una selezione delle conoscenze in grado di confortarci, rasserenarci.

Perché accade? Perché la prima storia che raccontiamo di noi stessi mentre ci rapportiamo alle relazioni, alle informazioni e agli eventi è un punto di partenza importante, è ciò che corrisponde alla “verità conosciuta e indiscussa” rispetto quanto ci viene detto. Quelle che seguono, sono altre versioni di questa verità e possono cambiarla, modificarla o ribaltarla. Nel processo di crescita di ognuno è un fenomeno importantissimo, ci porta a sentirci noi stessi nella propria individualità, è la propria storia da rimaneggiare nel tempo a seconda del contesto e delle esigenze personali. Ci permette evoluzioni, cambiamenti, soddisfazioni, capacità di reazione, conoscenza ed esplorazione del mondo. Per perseguirlo mettiamo a disposizione tutte le capacità anche relazionali di rapporto, che ci portano a comprendere altri punti di vista, di integrarci a ciò che è diverso da noi, di imparare ancora.

Teoricamente, il riferimento è alla mente narrativa, teorizzata da importanti psicologi cognitivi e costruttivisti come Kelly, Maturana, Varela, Guidano ma che si trova integrata con filosofia, scienza, narrativa. (per approfondimenti https://it.wikipedia.org/wiki/Costruttivismo_psicologia)

Perché parlarne in riferimento all’utilizzo dei social? Perché all’interno delle piattaforme digitali, questo modo di procedere è incredibilmente attuale e pregnante: vediamo notizie, spesso create appositamente per suscitare emozioni forti, per essere “l’esperienza” da cui partiamo nella nostra ricerca. Nel confronto sociale che si crea interno alle news più diffuse abbiamo la fase di confronto e condivisione sociale e in tutto il processo la sensazione di crescita ed esplorazione.

Avviso ai naviganti che non sono nativi digitali: nel mondo fisico è molto più riconoscibile la soggettività delle opinioni che esprimiamo e ascoltiamo, siamo molto più in grado di valutarne la rilevanza e il valore personale rispetto a quello sociale. Questo non avviene con la stessa facilità nel mondo digitale perché non ne siamo ancora così abituati da poter distinguere opinioni professionali e personali, abbiamo uno schema mentale ancora settato su fiducia o sfiducia troppo estreme accordate alle fonti giornalistiche o comunque a qualche autorità. Dobbiamo ancora studiare e esercitare i consigli su come riconoscere le fake news e per valutare le implicazioni di un like rivolto a pagine o persone specifiche.

La soggettività ci fa crescere ed agire, aumentiamo la nostra consapevolezza di questo agire. Ad esempio riflettendo su questo link che descrive interessi economici e politici che muovono la creazione di fake per spingerci alla polarizzazione delle nostre opinioni.

http://www.corrierecomunicazioni.it/digital/47851_400mila-dollari-per-influenzare-le-elezioni-ecco-i-prezzi-della-cyberpropaganda.htm

Fonte Immagine:https://www.goccediperle.it/hobby/passatempi/illusioni-ottiche/

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