Adulti, ragazzi e social media

Come riconoscere le truffe natalizie online e trascorrere un Natale sereno

Pronti per il Natale? Le vacanze sono in arrivo, e con loro le settimane dello shopping sfrenato alla ricerca del regalo perfetto. 

Un numero sempre crescente di acquirenti si rivolge ai negozi online per l’acquisto dei regali natalizi, sia per la comodità di non doversi sobbarcare code interminabili e infinite ricerche di un parcheggio, sia per approfittare delle numerose offerte speciali che invadono il web nel periodo di Natale.

Quello che però molti ignorano è che al considerevole aumento nel volume degli acquisti corrisponde un altrettanto grande incremento dei tentativi di truffa informatica. 

Sembra che il periodo natalizio renda hacker e cyber criminali più determinati che mai, come dimostrano le violazioni della sicurezza che negli anni passati hanno colpito grandi venditori online statunitensi (Target, ad esempio) proprio in questo periodo.

Può risultare utile, quindi, avere consapevolezza di quali siano i più comuni strumenti o attacchi che i criminali informatici mettono in campo, per essere, di conseguenza, più preparati e attenti.

False richieste di donazioni per beneficenza

A Natale siamo tutti più buoni…ad eccezione dei criminali.

Le vacanze sono, per tanti di noi, un momento in cui rivolgere un pensiero ai meno fortunati, e proprio per questo motivo molti truffatori le considerano il momento più opportuno per approfittare della generosità del pubblico. 

Spesso lo fanno attraverso l’invio di email e messaggi che chiedono una donazione, copiando stile e mittente di un ente di beneficenza reale o inventandone uno nuovo, del tutto inesistente. 

Il vero problema è che spesso, per coloro che cadono nella trappola, il problema non si limita alla perdita della somma per cui si è stati truffati. 

In molti casi i criminali approfittano della circostanza per appropriarsi dei dati, sia personali che di pagamento, utilizzati per il trasferimento di danaro, il che comporta per il malcapitato donatore conseguenze disastrose e facilmente immaginabili. 

Per difendersi, è opportuno non donare mai danaro ad un ente di beneficenza che non si conosce e, comunque, mai senza avere eseguito qualche ricerca in merito e aver verificato che il sito a cui si viene rimandati non sia una copia truffaldina.

Email truffa

Una categoria più vasta rispetto ai messaggi di posta elettronica citati in precedenza è quella delle email truffa.

In questo caso i frodatori provano ad approfittare del marasma natalizio per ottenere una risposta istintiva e frettolosa da parte dei loro obiettivi. 

Esempio classico sono le false notifiche di spedizione pacchi con cui, ad esempio, si cerca di ottenere le credenziali di accesso a siti come Amazon ed eBay, falsi avvisi di mancato pagamento o false verifiche di fatture elettroniche che, una volta aperte, si rivelano essere virus.

Negozi online fasulli

I messaggi di posta elettronica finalizzati a ottenere le credenziali di accesso ai negozi online non sono l’unico espediente utilizzato dai truffatori nell’ambito del commercio elettronico.

I criminali informatici possono creare interi siti web che pubblicizzano offerte incredibili, progettati per attirare acquirenti ignari. 

Questi falsi siti web a volte vengono restituiti anche all’interno di ricerche Google, il che potrebbe trarre in inganno sulla loro attendibilità. 

Spesso la truffa consiste nell’indurre gli utenti a compiere azioni che installano malware sui loro computer compromettendone la sicurezza. 

Per non cadere in questi raggiri, è opportuno rivolgersi a siti web per la vendita al dettaglio conosciuti e affidabili. Vale, inoltre, una regola antica ma sempre valida: se qualcosa sembra troppo bella per essere vera….probabilmente non lo è…

False Advertising

Simile ai punti precedenti, consiste in offerte incredibili che sfidano la logica comune e che, anche solo per questo, dovrebbero renderci estremamente sospettosi. Gli annunci falsi possono portare con sé collegamenti pericolosi che indirizzano al download di virus e malware.

Un esempio conosciuto a molti e che, purtroppo, provoca ancora danni e raggiri è quello dei Ray-Ban venduti a 19,90 euro, truffa che per lungo tempo ha infestato le bacheche di Facebook 

La truffa originariamente si riferiva a fantomatici «oultlet online» proponendo straordinari sconti «soltanto per oggi». Successivamente sono comparsi finti eventi benefici. In tutti i casi, seguendo il link proposto si veniva reindirizzati a un website che, a una prima occhiata, appariva plausibilmente riconducibile al produttore di occhiali, con tanto di logo con sfondo rosso, scritta bianca originale, e servizio di e-commerce per fare acquisti online. 

Il tutto condito da offerte strabilianti: dal prezzo di partenza di 229 euro, tutti i modelli risultavano proposti a 19,90 euro.

Con pochi click si aggiungeva il prodotto al carrello, venivano richiesti nome, indirizzo, codice della carta di credito e la truffa era servita. Non si trattava, come intuibile, del portale vero del marchio. Ci si ritrovava infatti su http://www.rbpaw.com e non sul sito ufficiale http://www.ray-ban.com/italy. 

Inoltre cliccare sul post rendeva vittime di un malware che, accedendo alla rubrica, pubblicava sui profili Facebook degli amici messaggi pubblicitari fake che reclamizzavano ancora le super vendite promozionali di Ray-Ban, in un circolo virtualmente infinito….

Questi sono solo alcuni esempi dei tentativi di truffa che potremmo incontrare durante le nostre navigazioni sul web.

In realtà il modo migliore per evitare di cadere vittima di inganni è quello di prestare attenzione, non solo a Natale ma in ogni periodo dell’anno. 

È buona norma, ad esempio, controllare periodicamente i nostri conti online, siano essi bancari o collegati agli store, e riferire immediatamente eventuali acquisti e movimenti di danaro sospetti o non riconducibili a noi. In questo modo prestare attenzione diventerà un’azione automatica e operare per ridurre i rischi sarà parte integrante della nostra esperienze in rete.

Fonte

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