Adulti, ragazzi e social media

La One finger selfie challenge – Perché lo fanno

Proprio in un momento storico in cui sempre più spesso si parla di suicidi per foto osè tra i teeneger, parte in rete la “one finger selfie challenge”, una sfida virtuale in cui le ragazze sono chiamate a pubblicare un selfie senza veli in cui le zone intime vengono coperte solo con un dito.
Questo comportamento rende il selfie immediatamente accessibile a ogni persona che, nel mondo, inserisca l’hashtag corrispondente nella barra di ricerca.
Lo sconcerto e la preoccupazione riguardano a questo punto tutti gli adulti che si trovano a confrontarsi con questa nuova tendenza social.

Tra le motivazioni possibili che portano le ragazze ad aderire alla sfida, si possono immaginare un senso di ribellione o di provocazione nell’aver trovato il modo di aggirare la censura di facebook sulla nudità oppure la semplice emulazione, data la similitudine del meccanismo di “sfida con hashtag” che ha riguardato varie categorie di popolazione: personaggi dello spettacolo, mamme, sportivi, ragazzi e, in questo caso, ragazze.

Questi interrogativi e queste ipotesi lasciano pensare ad un utilizzo provocatorio, forse ingenuo e certamente molto rischioso, attuato dalle giovani donne che si ritraggono e postano lo scatto.
Certo, lo spirito di contraddizione, la sicurezza tipica di questo periodo della vita, spesso paragonabile al sentirsi onnipotenti e invincibili, la soddisfazione e l’eccitazione di sfidare regole e pregiudizi, sono i must dell’adolescenza e hanno portato spesso a comportamenti a rischio.

Possono dunque essere queste le motivazioni alla base del selfie?

Ragionando ulteriormente e considerando la tipologia di strumento utilizzato, dobbiamo riconoscere che gli adulti hanno sdoganato la pratica per primi. Un esempio ne è la sfida delle mamme su cui la polizia ha allertato i genitori (http://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2016/02/22/news/mamme_e_figli_on_line_la_pericolosa_catena_che_impazza_su_facebook_l_allarme_della_polizia_postale-133997930/).

In quella sfida erano forse la voglia di condivisione di sentimenti molto forti, di soddisfazione e di affetto che portavano ad esporre sé stesse e i propri figli.

Le caratteristiche comuni alle sfide social sono l’ironia apparente ed il tipo di diffusione: molto ampia ed in breve tempo da parte di un numero considerevole di persone.

Questi fattori possono indurre l’individuo a pensare che si tratti solamente di una modalità simpatica per condividere, con persone simili per caratteristiche sociali ed anagrafiche, ciò che di bello ci accomuna e ci fa sentire speciali.

Il desiderio più che naturale e stimabile della condivisione sociale e di vicinanza nel sentire comune viene, a questo punto, a essere controproducente perché ci espone all’abuso di elementi della nostra privacy e allo sfruttamento delle informazioni e della nostra immagine.

Ancora una volta quindi, sia per adolescenti che per gli adulti è importante riflettere sul numero e tipo di persone che vedranno il contenuto da noi pubblicato e, soprattutto, sul significato vero, sull’importanza emotiva, sull’investimento personale che diamo alle immagini che pubblichiamo, anche quando il mezzo social che utilizziamo lo fa apparire soltanto divertente.

Solo in questo modo potremo immaginare l’effetto che una possibile violazione di privacy avrebbe sul nostro benessere psicofisico e saremo consapevoli e responsabili nel momento in cui avvicineremo il dito sul tasto pubblica.

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